Si è svolto nella sala Nocentini della Cisl di Torino e Canavese di via Madama Cristina, il coordinamento Polizia locale Cisl FP del Piemonte
Si è svolto un importante momento di confronto tra la CISL FP Piemonte e la Polizia Locale, che ha visto la partecipazione di 30 rappresentanti provenienti da tutto il territorio regionale. Presenti il Segretario Nazionale Diego Truffa, il Coordinatore Nazionale della Polizia Locale Michele Marocco, la Segretaria regionale Maria Pia Mascetta e il Segretario Generale CISL FP Piemonte Sergio Melis.
Melis ha aperto i lavori portando il saluto dell’organizzazione e sottolineando il valore del confronto in una fase cruciale per il settore. Truffa ha illustrato il quadro attuale della contrattazione, mentre Marocco ha approfondito le principali questioni contrattuali e organizzative, soffermandosi sulle proposte di riforma necessarie per modernizzare il comparto.
Al centro dell’incontro, l’impegno della CISL FP nel sostenere una revisione organica e complessiva della Legge 7 marzo 1986, n. 65, ormai non più adeguata alle esigenze operative e professionali della Polizia Locale.
Nell’attuale XIX Legislatura sono state presentate diverse proposte parlamentari, alcune contenenti elementi condivisibili, altre non accoglibili. Tuttavia, nessuna di esse prevede una completa rivisitazione della legge quadro, richiesta che la CISL FP porta avanti da anni con determinazione.
I punti fondamentali della riforma secondo CISL FP
Durante il confronto sono stati ribaditi i pilastri che, per la CISL FP, devono costituire la base di una riforma moderna, efficace e rispettosa del ruolo della Polizia Locale:
- Equiparazione alla Polizia ad ordinamento statale in ambito previdenziale, assicurativo, infortunistico e fiscale.
- Eliminazione delle penalizzazioni sul salario accessorio per i primi 10 giorni di malattia.
- Inserimento della Polizia Locale tra le categorie dei lavori gravosi, alla luce dell’elevata incidenza di infortuni (dati INAIL).
- Superamento dei limiti assunzionali, considerata l’età media elevata e la carenza di organico.
- Modifica dell’art. 57 c.p.p. per mantenere la qualifica di Polizia Giudiziaria anche fuori servizio.
- Porto dell’arma per difesa personale e doveri d’ufficio, anche fuori servizio e fuori dal territorio dell’ente.
- Definizione chiara e uniforme delle funzioni e delle figure professionali su tutto il territorio nazionale.
- Mantenimento della contrattazione nel comparto Funzioni Locali e della rappresentanza sindacale.
- Rafforzamento della sezione dedicata alla Polizia Locale nel CCNL, con fondo risorse decentrate specifico.
- Indennità dell’area di vigilanza equiparata a quella prevista per la Polizia di Stato (art. 43 L. 121/1981).
- Utilizzo dei proventi contravvenzionali (artt. 142 e 208 CdS) per progetti di sicurezza urbana e stradale, fuori dai limiti del fondo salario accessorio.
- Formazione, aggiornamento e addestramento continui.
- Collegamento delle sale operative al numero unico 112.
- Istituzione degli albi regionali dei Comandanti.
- Uniformità nazionale per DPI, divise, gradi e livree dei veicoli.
- Riconoscimenti e tutele per le vittime del dovere e i loro familiari.
- Piena tutela legale da parte dell’ente sin dall’avvio del procedimento, con costituzione di parte civile in caso di aggressioni.
- Accesso gratuito e massivo alle banche dati (PRA, CED Interforze, CCIAA, ecc.).
- Accesso alle qualifiche di ufficiale tramite selezioni riservate al personale con almeno 5 anni di servizio.
- Diritto al libero utilizzo dei trasporti pubblici locali e regionali.
Un confronto costruttivo verso una nuova stagione contrattuale
L’incontro si è rivelato un’occasione preziosa per un confronto approfondito e partecipato. Al termine dei lavori, Melis ha ringraziato tutti i presenti e ha richiamato l’attenzione sulla nuova fase che si apre con la firma definitiva del CCNL Funzioni Locali e con l’avvio della contrattazione integrativa, riservata ai firmatari del contratto nazionale.
La CISL FP Piemonte conferma così il proprio impegno nel sostenere la Polizia Locale e nel promuovere una riforma che riconosca pienamente professionalità, responsabilità e ruolo strategico degli operatori sul territorio.
