Il 23 ottobre 2026 entra in vigore il nuovo Decreto Legislativo che applica le regole europee sull’Intelligenza Artificiale (AI Act) e introduce tutele fondamentali per lavoratrici e lavoratori.
I Punti Chiave per la Tutela dei Lavoratori
- Nessuna decisione al 100% automatizzata (Art. 41): L’IA non potrà mai decidere da sola licenziamenti, sanzioni disciplinari, promozioni o valutazioni. La decisione finale spetta sempre a una persona fisica che può modificare l’esito fornendo adeguata motivazione. Le decisioni prese solo dall’algoritmo sono nulle.
- Trasparenza e motivazione: Il lavoratore ha diritto di conoscere i criteri di funzionamento dei sistemi IA e di richiedere una motivazione chiara e spiegabile sulle decisioni che lo riguardano.
- Salute e Sicurezza (Art. 42): L’impatto dell’IA su ritmi di lavoro e organizzazione deve essere valutato nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) con adeguata formazione del personale.
Formazione e Alfabetizzazione Digitale
Il decreto introduce l’obbligo di percorsi formativi (tecnici, giuridici e deontologici) per l’uso dell’IA nei vari settori:
- Pubblica Amministrazione (Art. 40): Definizione del quadro minimo di competenze per i dipendenti pubblici.
- Giustizia (Art. 46): Corsi specifici ed evolutivi per il personale degli uffici giudiziari.
- Professioni e Sanità (Artt. 47 e 51): Obbligo per gli Ordini professionali e inserimento nei programmi ECM per i professionisti sanitari entro 6 mesi.
Il Ruolo della CISL FP
I principi del decreto confermano la visione della CISL FP, che ha già inserito nei CCNL 2025–2027 (Funzioni Centrali, Funzioni Locali e Sanità) strumenti di partecipazione e tutela:
- Diritto alla trasparenza sugli algoritmi usati.
- Coinvolgimento degli Organismi Paritetici per l’Innovazione (OPI).
- Contrattazione integrativa sui posti di lavoro per gestire l’impatto dell’IA sulle mansioni e sulla formazione.
